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Progettazione e pratiche

Accumulo su impianto fotovoltaico esistente: pratiche e IVA

Davide Iervolino, perito industriale ·

L’accumulo su impianto esistente, cioè una batteria aggiunta ai pannelli che hai già sul tetto o sul capannone, è una delle richieste più frequenti. La batteria si monta in poco tempo, ma le pratiche restano: c’è il distributore, c’è Terna e a volte c’è il GSE. In ottobre 2026, poi, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una risposta che riguarda l’IVA sugli accumuli aggiunti a impianti già in funzione. Vediamo con ordine che cosa ti serve.

Prima la connessione: distributore e GAUDÌ

Le regole tecniche del GSE sui sistemi di accumulo dicono che per installare una batteria valgono le regole del Testo Integrato Connessioni Attive (TICA), compresa la registrazione sul sistema GAUDÌ di Terna. Se il tuo impianto è già connesso e attivo, il percorso è questo:

  1. presenti al distributore della tua zona una richiesta di adeguamento della connessione esistente, anche se la potenza dei pannelli non cambia;
  2. aggiorni i dati dell’impianto su GAUDÌ, inserendo le informazioni dell’accumulo;
  3. quando la batteria entra in esercizio, verifichi se devi fare anche una comunicazione al GSE (lo vediamo sotto).

Lo stesso documento precisa che, per gli incentivi e per i regimi commerciali gestiti dal GSE, conta solo la potenza dell’impianto di produzione, senza quella dell’accumulo. Aggiungere una batteria, quindi, non fa crescere la potenza riconosciuta del tuo impianto.

Dove metti la batteria conta

Le norme CEI 0-16 e CEI 0-21 prevedono tre modi di collegare un accumulo a un impianto di produzione, come riassume anche la pagina del GSE sui sistemi di accumulo:

“Lato produzione” vuol dire tra i pannelli e il contatore dell’energia prodotta, anche dentro un inverter ibrido. La scelta non è solo tecnica: per gli impianti incentivati cambia il modo in cui il GSE calcola l’energia che ha diritto agli incentivi. Con la configurazione 1, per esempio, le regole tecniche indicano che il calcolo non cambia. Per questo la configurazione va decisa nel progetto, prima di comprare la batteria.

La comunicazione al GSE: dipende dal tuo impianto

Le regole tecniche distinguono i casi in base al regime del tuo impianto:

Un caso da guardare con attenzione: per gli impianti fotovoltaici fino a 20 kW in scambio sul posto e incentivati con il primo Conto Energia, le regole tecniche dicono che l’accumulo non è compatibile con gli incentivi. Se il tuo impianto è di quegli anni, fai controllare la situazione prima di qualsiasi acquisto.

L’IVA: la risposta n. 181 del 2026

Con la risposta n. 181/2026 l’Agenzia delle Entrate ha esaminato il caso di una società con un impianto fotovoltaico già autorizzato, allacciato e in funzione, che voleva acquistare un grande accumulo industriale, caricato in parte dall’impianto e in parte dalla rete. La società chiedeva l’IVA al 10% prevista per gli impianti fotovoltaici.

Per l’Agenzia l’aliquota ridotta vale per i beni necessari a realizzare l’impianto, non per quelli solo collegati o utili. In quel caso l’impianto produceva già senza la batteria, e l’accumulo non era considerato un ampliamento: la conclusione è stata l’aliquota IVA ordinaria. La risposta riguarda quel caso preciso, un sistema industriale con carica anche dalla rete. Non è una regola automatica per ogni batteria domestica: verifica il tuo caso con il tuo commercialista prima di firmare il preventivo.

Che cosa fare adesso

Prima di scegliere la batteria, raccogli i dati del tuo impianto: potenza, data di entrata in esercizio, regime con il GSE (Conto Energia, ritiro dedicato, scambio sul posto) e codici della pratica di connessione. Con questi si capiscono configurazione, pratiche e tempi.

Lo studio segue le pratiche fotovoltaiche dalla domanda di connessione all’allaccio, accumuli compresi: richiesta al distributore, GAUDÌ e comunicazioni al GSE. Per il tuo caso scrivici dalla pagina dei contatti.

Fonti

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